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Notizie20 ottobre 20265 min di lettura

Criminali usano agenti IA di Cairn: oltre 100 aziende violate

Tre cluster malevoli hanno usato la piattaforma multi-agente Cairn contro oltre 1.200 siti e-commerce. Tecniche, numeri della campagna e cosa fare subito.

Distintivo metallico con un carrello della spesa e la scritta e-commerce

Cairn, una piattaforma che coordina agenti di intelligenza artificiale per il penetration testing automatico, è stata usata da almeno tre gruppi per attaccare siti e-commerce e infrastrutture di pagamento. Lo ha scoperto la società di sicurezza dell’IA NorForge (ricercatore Snorre Fagerland), che ha trovato su internet decine di pannelli di Cairn aperti, senza autenticazione, con bersagli, vulnerabilità e credenziali rubate. Secondo SecurityWeek e Insicurezza Digitale, che riprendono anche un’inchiesta di Reuters, gli attaccanti hanno violato più di 100 aziende; The Hacker News e Insicurezza Digitale parlano di oltre 1.200 siti presi di mira.

A differenza degli agenti di OpenAI usciti dagli ambienti di test, raccontati da ARX News a inizio ottobre, qui gli agenti IA sono lo strumento scelto da criminali.

Cosa è successo

  • Le vittime. NorForge non ha pubblicato nomi. Reuters, ripresa da SecurityWeek, Dark Reading e Insicurezza Digitale, cita John Deere (macchine agricole) e SharkNinja (elettrodomestici); Dark Reading e Insicurezza Digitale aggiungono Cummins (motori). Secondo Insicurezza Digitale, Deere non ha rilevato accessi a informazioni riservate, SharkNinja conferma la violazione di un solo sito con informazioni sui prodotti e Cummins verifica un possibile attacco partito da un fornitore. Quanti dati siano stati rubati non si sa.
  • Tre cluster. NorForge ha raggruppato i pannelli malevoli in tre gruppi:
    • in cinese, 14 pannelli e oltre 1.100 progetti: accesso persistente con web shell a piattaforme e-commerce e di pagamento negli Stati Uniti, in Giappone e in Australia, probabilmente da monetizzare in seguito;
    • in inglese, 10 pannelli: furto di carte di credito e criptovalute da servizi di pagamento per esercenti, siti del mercato grigio e piattaforme farmaceutiche, anche africane;
    • un solo pannello con 59 progetti: siti e-commerce di ogni dimensione, comprese grandi piattaforme statunitensi, alla ricerca di shell, pannelli di amministrazione e database.
  • Il contesto. La scoperta segue un rapporto di Gambit Security su campagne simili contro negozi online; secondo Insicurezza Digitale documentava 27 aziende compromesse in sei giorni con Hermes, Strix e lo stesso Cairn, e oltre 600.000 carte rubate. Su come NorForge sia arrivata ai pannelli le fonti divergono: secondo SecurityWeek li ha cercati dopo quel rapporto, secondo Insicurezza Digitale li ha trovati per caso.

Come funziona Cairn

Cairn si presenta come un motore generico di risoluzione dei problemi; SecurityWeek lo definisce open source e, secondo Insicurezza Digitale, lo sviluppatore (pseudonimo le1xia0) lo descrive come strumento per il penetration testing. Ogni attività è un progetto con un bersaglio e un obiettivo finale: gli agenti propongono azioni, le eseguono, verificano il risultato e scrivono intenzioni e scoperte su una lavagna condivisa che l’operatore può leggere e integrare. Avviato il progetto, nessuno guida l’attacco: gli agenti lavorano da soli per ore o giorni. Dai nomi dei worker NorForge ricava l’uso di un harness compatibile con Claude Code e di modelli DeepSeek, anche tramite OpenRouter, ma precisa che sono indizi, non prove.

La catena d’attacco

Secondo SecurityWeek il cluster cinese ordinava i bersagli per traffico e li verificava con Playwright, il framework di automazione del browser, prima di passarli a Cairn. Gli altri dettagli sono riportati solo da Insicurezza Digitale, dal rapporto di NorForge:

  • strumenti in un worker esposto: Chromium headless, PHPGGC per le catene di gadget PHP, ricognizione con Amass, dnsrecon, ffuf e Nmap;
  • un proof of concept per CVE-2026-75650, catena che da un report poisoning porta all’esecuzione di codice su Magento, con un laboratorio Magento 2.4.9 per provarlo prima dell’uso;
  • tecniche: SQL injection fino all’esecuzione di codice remoto, web shell caricate da moduli di upload mal protetti, bypass dell’autenticazione e account takeover;
  • contro un distributore statunitense di hardware, una scrittura non autorizzata nel session store Memcached combinata con una deserializzazione PHP insicura in componenti legacy di Zend Framework, per eseguire comandi.

Mappatura MITRE ATT&CK indicativa, ricavata dai fatti riportati: T1595 (Active Scanning), T1190 (Exploit Public-Facing Application), T1505.003 (Web Shell), T1059 (Command and Scripting Interpreter).

I numeri della campagna

Secondo NorForge gli attacchi sono riusciti in circa il 10% dei tentativi; nei dati dei pannelli c’erano centinaia di segreti (password, chiavi API, token), circa l’11% ancora validi. Solo Insicurezza Digitale riporta tempi e costi: circa 23 ore per un’intrusione riuscita, circa 5 dollari a progetto e circa 5.000 dollari per l’intera campagna, attiva dal 25 settembre 2026. Il ricercatore stesso indica un ampio margine d’errore.

Impatto per le aziende europee e italiane

Le fonti non citano vittime europee, ma il modello non ha confini: costi bassi, nessuna competenza durante l’attacco, bersagli scelti in automatico tra i siti più visitati. Magento, PHP e componenti Zend legacy sono diffusi anche nell’e-commerce italiano.

  • GDPR: il furto di dati di clienti o di pagamento va notificato al Garante entro 72 ore.
  • NIS2: per mercati online, produttori di macchinari e altri soggetti obbligati, una web shell su un sito aziendale può essere un incidente significativo, con preallarme allo CSIRT Italia entro 24 ore.
  • Sanità: il secondo cluster ha colpito piattaforme farmaceutiche, che trattano anche dati relativi alla salute.
  • Fornitori: il caso Cummins ricorda che l’attacco può passare da chi gestisce il sito per conto dell’azienda.

Cosa fare subito

  1. Aggiorna Magento o Adobe Commerce, PHP, estensioni e librerie; censisci i componenti legacy ancora in produzione, come Zend Framework, e pianificane sostituzione o isolamento.
  2. Cerca web shell: file PHP nuovi o modificati nelle cartelle di upload, media e cache. Blocca l’esecuzione di script nelle cartelle dei caricamenti e controlla l’integrità dei file.
  3. Proteggi session store e cache: Memcached e simili mai raggiungibili da internet; rivedi la deserializzazione di dati non affidabili.
  4. Cerca nei log browser headless, raffiche di richieste con varianti di payload verso moduli e API, accessi ai pannelli di amministrazione da indirizzi insoliti, attività che dura ore dallo stesso indirizzo. Applica limiti di frequenza.
  5. Ruota i segreti se il sito è stato esposto (chiavi API, token di pagamento, password di amministrazione e database) e rendi obbligatoria la MFA sui pannelli.
  6. Se usi strumenti di pentest con IA, non esporre mai i loro pannelli.

Come aiuta ARXDOME

ARX Expose mostra la superficie d’attacco vista da fuori: nomi, porte aperte, prodotti riconosciuti e vulnerabilità note sui servizi pubblici. ARX Sentry, con l’agent sui server, controlla l’integrità dei file nelle cartelle stabilite, utile per accorgersi di una web shell appena scritta. ARX Shield elenca le vulnerabilità aperte per macchina e per pacchetto, con quelle già sfruttate in evidenza.

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