ClickFix nasconde il payload VBScript nella cache del browser
Una campagna ClickFix precarica uno script VBScript nella cache del browser, travestito da immagine: catena d’attacco, rilevamento e contromisure.

ClickFix è una tecnica di ingegneria sociale ormai molto diffusa: una finta verifica, di solito un CAPTCHA, convince la vittima a incollare ed eseguire un comando preparato dall’attaccante. Microsoft Threat Intelligence ha descritto una variante che rende più difficile notare le prime fasi dell’attacco: lo script malevolo arriva sul computer prima che la vittima faccia qualsiasi cosa, nascosto nella cache del browser e travestito da immagine.
Cosa è successo
Secondo quanto riportato da Infosecurity Magazine, Microsoft ha descritto la tecnica in un post su X del 3 ottobre 2026. Un gruppo di siti web compromessi portava i visitatori verso l’attacco: una finta finestra CAPTCHA chiedeva di aprire la finestra Esegui di Windows, incollare il contenuto degli appunti e premere Invio.
La novità sta nell’ordine delle operazioni. Il payload non viene scaricato dopo l’azione della vittima: il sito lo precarica nella cache del browser mentre la pagina è aperta. Il comando incollato deve solo trovare e avviare un file che è già sul disco. Secondo Microsoft questo serve a due scopi: nascondere lo script e aggirare il limite di caratteri della finestra Esegui, che non permetterebbe di incollare un comando lungo.
La catena d’attacco
Le fasi descritte da Microsoft, nell’ordine:
- Comando nella finestra Esegui: avvia
cmd.exe, che cerca nella cartella del profilo del browser i file in cache il cui nome inizia conf_e confronta la dimensione di ciascuno con un valore atteso. - Individuazione per dimensione: gli attacchi precedenti cercavano un marcatore dentro il contenuto della cache; questo riconosce il file giusto dalla sola dimensione. Lo copia in una cartella temporanea con estensione
.vbse lo esegue conwscript.exe. - Ricognizione e secondo stadio: lo script VBScript raccoglie informazioni sul sistema tramite WMI, poi scarica uno script PowerShell e lo esegue aggirando la execution policy.
- Codice in memoria: le fasi successive compilano e caricano altro codice in memoria e lo iniettano nel processo legittimo
timeout.exe, per rubare credenziali dai browser e dal dispositivo. - Persistenza: il malware si collega ai server degli attaccanti, estrae una copia di Python con lo strumento di sistema
tar.exee crea un’attività pianificata che esegue un payload Python tramitepythonw.exe. Così l’accesso sopravvive al riavvio.
Nelle fonti disponibili non ci sono domini, indirizzi o hash dei file da usare come indicatori di compromissione.
Anche i record DNS TXT
Dark Reading inquadra la campagna in un’evoluzione più ampia di ClickFix: oltre al precaricamento nella cache del browser, segnala l’uso di record DNS TXT per nascondere i payload, con lo stesso obiettivo di rendere meno visibili le prime fasi dell’attacco. Le fonti disponibili non danno dettagli tecnici su questa variante.
Tecniche MITRE ATT&CK
Le fasi descritte corrispondono a queste tecniche:
- User Execution: Malicious Copy and Paste (T1204.004), il comando incollato dalla vittima;
- Command and Scripting Interpreter: Windows Command Shell (T1059.003), Visual Basic (T1059.005) e PowerShell (T1059.001);
- Windows Management Instrumentation (T1047), per la ricognizione;
- Process Injection (T1055), nel processo
timeout.exe; - Credentials from Web Browsers (T1555.003);
- Scheduled Task (T1053.005), per la persistenza.
Impatto per le aziende europee e italiane
La tecnica non sfrutta una vulnerabilità del software: sfrutta l’utente, che esegue il comando con i propri permessi. Per questo nessun aggiornamento la blocca da solo. Il precaricamento nella cache rende meno utili i controlli basati sui download: il file arriva come una normale risorsa della pagina e il comando incollato non contiene un indirizzo da cui scaricare.
Il bersaglio finale sono le credenziali salvate nei browser: accessi a posta, gestionali, servizi cloud e portali dei fornitori. Un solo computer compromesso può quindi aprire la strada ad altri sistemi. Per i soggetti NIS2 l’igiene informatica di base e la formazione del personale rientrano tra le misure di gestione del rischio; nella sanità, dove dalle postazioni si accede spesso a portali con dati dei pazienti, il furto di credenziali dal browser ha conseguenze particolarmente delicate.
Cosa fare subito
- Attiva le protezioni consigliate da Microsoft: protezione fornita dal cloud, protezione di rete, controllo delle applicazioni e registrazione dei blocchi di script PowerShell (script block logging). Microsoft Defender Antivirus rileva l’esecuzione dei comandi malevoli come
Trojan:Win32/ClickFixeTrojan:Win32/TermFix. - Cerca oltre i download, come suggerisce Microsoft: attività del browser, esecuzioni anomale di
wscript.exee PowerShell, nuove attività pianificate e la chiave di registro RunMRU (HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\RunMRU), che conserva i comandi digitati nella finestra Esegui. - Controlla le catene di processi:
cmd.exeche legge file nella cache del browser, file.vbsnelle cartelle temporanee,tar.exeche estrae archivi,pythonw.exeavviato da un’attività pianificata. - Riduci gli strumenti a disposizione: valuta, per gli utenti che non ne hanno bisogno, di disattivare la finestra Esegui e Windows Script Host tramite criteri di gruppo, e limita con il controllo delle applicazioni gli interpreti che possono partire.
- Informa il personale con un messaggio semplice, lo stesso di Microsoft: un CAPTCHA non chiede mai di eseguire codice. Chi vede una richiesta del genere deve chiudere la pagina e avvisare l’IT.
- Se trovi un computer colpito, isolalo e considera compromesse le credenziali salvate nei suoi browser: vanno cambiate, con priorità agli account con privilegi.
Come aiuta ARXDOME
ARX Sentry raccoglie log ed eventi di sicurezza da computer e server e li raggruppa in famiglie come esecuzioni sospette e persistenza, con le tattiche MITRE ATT&CK nelle pagine del SOC. Con ARX Trace gli analisti avviano raccolte e ricerche su più macchine e controllano le modifiche ai file, utili per cercare tracce come le voci di RunMRU o i file .vbs nelle cartelle temporanee. ARX Shield mostra lo stato della protezione di ogni macchina e permette di isolare dalla rete un computer sospetto.
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