Magento: 953 negozi online con un loader che elude gli scanner
Dal luglio 2025 un gruppo ha inserito un loader JavaScript nei blocchi CMS di 953 negozi, quasi tutti Magento: domini, tecniche, indicatori e cosa fare.

Un gruppo criminale ha compromesso 953 negozi online dal luglio 2025, quasi tutti basati su Magento (Adobe Commerce), inserendo nelle pagine un piccolo loader JavaScript. La campagna è stata ricostruita dalla società di sicurezza per l’e-commerce Sansec e ripresa da SecurityWeek, The Hacker News, Security Affairs e Infosecurity Magazine. Le testate concordano sui numeri; i dettagli tecnici di seguito vengono dall’analisi di Sansec, così come la riportano SecurityWeek e Security Affairs.
Il loader decide visitatore per visitatore se servire il codice malevolo: i browser automatizzati e gli scanner di sicurezza ricevono una pagina pulita. Per questo il payload finale non è ancora stato catturato. Security Affairs parla di una campagna di skimming; le fonti però non descrivono un furto di dati di pagamento in questa fase, e i payload osservati in passato rimandavano a domini a tema criptovalute.
Cinque domini in 15 mesi
Il gruppo cambia dominio ogni pochi mesi. Secondo la tabella di Sansec riportata da Security Affairs:
| Dominio | Primo avvistamento nei negozi | Negozi |
|---|---|---|
manulfie.click |
9 luglio 2025 | 863 |
neswnsssn.click |
12 dicembre 2025 | 494 |
lanhd6549tdhse.top |
30 marzo 2026 | 355 |
additionalver.com |
8 giugno 2026 | 246 |
deepveindrilling.com |
7 ottobre 2026 | 83 |
La somma supera 953 perché molti negozi sono stati infettati più volte. Su pochi siti sono comparsi anche hdfdsi84j3h.top e c85grt98sd.com. Sansec Watch, il servizio di monitoraggio delle Content Security Policy di Sansec, ha ricevuto segnalazioni di browser collegati a tutti e quattro i domini precedenti, circa 52.000 solo per additionalver.com.
C’è un rischio in più: manulfie.click e neswnsssn.click sono scaduti e sono stati registrati di nuovo a maggio 2026 da terzi, oggi su un servizio di parcheggio di domini. Tra agosto e ottobre il loader era ancora presente rispettivamente su 9 e su 6 negozi: i browser dei visitatori mandano al nuovo proprietario la pagina di provenienza e il titolo della pagina, ed eseguono qualsiasi script che quel dominio restituisce.
Come funziona il loader
- Dove si nasconde: nella tabella
cms_blockdel database di Magento, cioè nei blocchi di contenuto che il CMS inserisce nelle pagine. Lo scanner di Sansec l’ha trovato lì su 148 installazioni, mai incore_config_datané nei file del tema. Chi controlla solo i file non lo vede. - Infrastruttura:
deepveindrilling.com, registrato il 6 ottobre 2026, è dietro Cloudflare, risponde 404 sulla home e serve script solo ai visitatori dei negozi infetti. Dei suoi 83 negozi, 60 avevano già caricato versioni precedenti, 34 dall’ottobre 2025. - Esecuzione senza
eval(): la versione di inizio ottobre era composta da due script. Il primo legge dal browser storage un valore chiamatofpCode, lo inserisce in undivinvisibile e lo “clicca”: il browser esegue il codice come gestore di eventi. Il valore lo scrive lo script remoto, e una volta salvato il payload si riesegue a ogni pagina anche se il dominio è offline o bloccato. La versione di marzo lo cancellava dopo un’esecuzione. - Filtro dei bot: il 23 ottobre i blocchi sono stati riscritti con un loader inline che invia un’impronta del browser a
https://deepveindrilling.com/?s=49b7ca5f&fp=. L’impronta riconosce i browser automatizzati (navigator.webdriver, variabili globali di Selenium, proprietàcdc_di ChromeDriver) e aggiunge GPU da WebGL, core della CPU, memoria, schermo, fuso orario, lingue e client hints. Una scansione automatizzata con urlscan.io ha ricevuto HTTP 200 senza contenuti aggiunti. - Prima di ottobre il secondo script era l’integrazione “Script (async)” di Keitaro, tracker pubblicitario commerciale usato come traffic distribution system: inviava referrer, titolo e query string a un URL codificato in base64 (per esempio
additionalver.com/Mb2z8J?&se_referrer=) e decideva se restituire un payload, un reindirizzamento o niente. - Payload osservati: il 12 dicembre 2025 un cliente autenticato su un negozio infetto ha ricevuto da
manulfie.clickscript provenienti dacrypto-insider.tope daleqdger.click, un dominio che imita il marchio del wallet Ledger.
Per chi fa threat hunting, le tecniche si possono ricondurre (nostra classificazione) a MITRE ATT&CK T1190 (sfruttamento di applicazioni esposte), T1505.003 (web shell), T1136 (creazione di account), T1059.007 (JavaScript) e T1497 (elusione dell’analisi automatizzata).
Come entrano
L’ondata di ottobre non ha usato vulnerabilità nuove: la maggior parte dei negozi era già compromessa. A marzo il gruppo aveva infettato 471 negozi in un’ora caricando web shell tramite PolyShell (CVE-2026-48356); più di 100 negozi avevano file caricati tramite PolyShell o SessionReaper (CVE-2025-54236). Un negozio su Magento 2.4.7-p1 aveva web shell PolyShell travestite da immagini PNG e non aveva installato la correzione di Adobe APSB26-73.
Le patch da sole non bastano. Un negozio su Magento 2.4.7-p10, senza patch del core mancanti, ha ricevuto il loader il 23 ottobre alle 16:46 UTC, un’ora dopo una scansione pulita: a settembre vi erano già stati trovati un account amministratore illegittimo e una backdoor GSocket. L’accesso dell’attaccante era rimasto.
Impatto per le aziende europee e italiane
Magento è diffuso anche tra i negozi online italiani, spesso gestiti da agenzie o hosting esterni. Un loader che esegue codice arbitrario nel browser dei clienti espone dati di accesso, ordini e potenzialmente pagamenti: se c’è una violazione di dati personali si applicano gli obblighi del GDPR, con la notifica al Garante entro 72 ore. I marketplace online rientrano tra i fornitori digitali della NIS2, che richiede gestione delle vulnerabilità e valutazione degli incidenti significativi per la notifica al CSIRT Italia.
Cosa fare subito
- Cerca il loader nel database: controlla le tabelle
cms_blockecms_pageperfpCode,se_referrer, i domini elencati e stringhe in base64 che contengono domini. - Confronta con gli indicatori pubblicati da Sansec in fondo alla sua analisi, anche nei log del proxy e nei report CSP. Secondo Sansec, se il negozio carica uno di quei domini l’attaccante può scrivere nel database, e cancellare lo script non toglie quell’accesso.
- Cerca il punto di ingresso: web shell tra i file caricati (anche finte immagini), account amministratori sconosciuti, processi sospetti come backdoor persistenti.
- Aggiorna: APSB26-73 per PolyShell e APSB25-88 per SessionReaper.
- Dopo la bonifica cambia le password del database, degli amministratori e delle integrazioni API.
Come aiuta ARXDOME
ARX Horizon permette di cercare indicatori di compromissione come i domini della campagna e segnala le corrispondenze con la threat intelligence. ARX Sentry controlla l’integrità dei file nelle cartelle stabilite: includendo quelle del negozio, una web shell caricata diventa un evento da analizzare (il loader nel database va invece cercato con le query indicate). ARX Expose mostra i servizi esposti e i prodotti riconosciuti, utile per trovare i negozi dimenticati; ARX Shield elenca le vulnerabilità aperte sulle macchine con l’agent e permette di isolare un server sospetto.
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