Pegasus zero-click sull’iPhone del rettore di Belgrado
Citizen Lab conferma Pegasus con exploit zero-click sull’iPhone del rettore di Belgrado; allerta Apple a un procuratore. Cosa sapere e cosa fare.

Il Citizen Lab dell’Università di Toronto ha confermato con alta affidabilità che l’iPhone di Vladan Đokić, rettore dell’Università di Belgrado e sostenitore pubblico del movimento studentesco serbo, è stato infettato nel 2026 con Pegasus, lo spyware di NSO Group. L’infezione è avvenuta con un exploit zero-click: nessun clic, nessun file aperto. L’analisi è stata fatta insieme alla SHARE Foundation, organizzazione serba per i diritti digitali, e resa pubblica lunedì 19 ottobre, sei giorni prima delle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre.
Cosa è successo
Secondo il rapporto del Citizen Lab, ripreso da CyberScoop, The Record e Security Affairs, la SHARE Foundation ha fatto la prima analisi forense del dispositivo, su richiesta e con il consenso del rettore; il Citizen Lab ha poi confermato la presenza di Pegasus. La SHARE Foundation non ha detto quando è stata scoperta l’infezione, per la delicatezza dell’indagine, che resta aperta. Secondo la sua ricercatrice Andrijana Ristić, citata da CyberScoop, è la seconda infezione da Pegasus confermata in Serbia quest’anno.
Le fonti segnalano un secondo caso: Rade Bajić, procuratore della Procura per la criminalità organizzata, che ha lavorato a un’indagine per corruzione su un progetto immobiliare in un sito storico protetto di Belgrado. Bajić ha ricevuto una notifica di minaccia di Apple (Apple Threat Notification): secondo Security Affairs il 13 agosto, con un promemoria il 27 agosto. L’analisi del suo dispositivo è ancora in corso: né la SHARE Foundation né il Citizen Lab hanno potuto stabilire quale spyware sia stato usato, e l’infezione non è confermata.
Il rettore ha chiesto un’indagine indipendente, la pubblicazione dei risultati e il perseguimento dei responsabili. NSO Group non ha risposto alle domande di The Record.
Dettagli tecnici
- Strumento: Pegasus di NSO Group, su iPhone. Nessuna fonte indica la versione di iOS colpita né la vulnerabilità sfruttata: non ci sono CVE pubblicate legate a questo caso.
- Vettore d’attacco: exploit zero-click, cioè senza alcuna azione della vittima. Il canale usato per consegnarlo non è stato reso noto.
- Capacità: secondo il Citizen Lab, una volta installato Pegasus dà all’operatore lo stesso accesso del proprietario del dispositivo: messaggi privati e cifrati, e la possibilità di attivare microfono e fotocamera all’insaputa della persona.
- MITRE ATT&CK for Mobile (nostra mappatura, sulle capacità descritte): T1664 (Exploitation for Initial Access) per l’ingresso zero-click, T1429 (Audio Capture) e T1512 (Video Capture) per microfono e fotocamera.
- Indicatori di compromissione: nessuno pubblicato dalle fonti.
- Attribuzione: il Citizen Lab non ha indicato chi ci sia dietro l’attacco. Security Affairs ricorda che Pegasus è venduto solo a governi e agenzie statali. Il servizio di sicurezza serbo, sempre secondo Security Affairs, aveva liquidato i rapporti di settembre come sensazionalismo e dichiarato di operare nel rispetto della legge.
Il contesto: una campagna lunga
I due casi si aggiungono all’ondata documentata a settembre dalla SHARE Foundation con il Citizen Lab e Amnesty International. Le fonti danno numeri diversi: secondo CyberScoop quell’ondata riguardava 14 persone, tra cui un parlamentare e un amministratore locale, colpite con Pegasus e con una nuova versione di NoviSpy, spyware per Android; The Record, citando il comunicato della SHARE Foundation, parla di almeno 15 persone prese di mira nel 2026; Security Affairs, con i due nuovi casi, arriva ad almeno 16.
Ristić colloca la sorveglianza in Serbia in una storia più lunga, che passa da FinFisher, dai presunti rapporti con Hacking Team e dal primo rapporto di Amnesty International su NoviSpy del 2024, che aveva individuato tra i bersagli giornalisti e attivisti.
Impatto per le aziende europee e italiane
Lo spyware mercenario non colpisce a caso: sceglie persone con un ruolo. In questo caso un rettore e un magistrato; altrove dirigenti, avvocati, giornalisti, ricercatori, amministratori pubblici. Uno smartphone compromesso con un exploit zero-click espone posta, chat cifrate, codici di autenticazione e riunioni, senza che l’utente abbia fatto nulla di sbagliato: la formazione contro il phishing, da sola, non basta.
Per i soggetti NIS2, i dispositivi mobili delle persone chiave rientrano nella gestione del rischio e degli incidenti. Università ed enti di ricerca, pubbliche amministrazioni e studi legali hanno profili simili a quelli colpiti in Serbia. Una notifica di minaccia di Apple a un dirigente va trattata come un possibile incidente, con una procedura già pronta.
Cosa fare subito
- Prepara una procedura per le notifiche di Apple: come suggerisce Security Affairs, chi riceve una Apple Threat Notification deve considerare il dispositivo compromesso finché un esperto non dimostra il contrario. Non ripristinarlo e non cancellarlo: le tracce servono all’analisi forense.
- Separa subito il dispositivo dall’azienda: revoca sessioni e token degli account aziendali usati su quel telefono e cambia le credenziali da un dispositivo sicuro.
- Affidati a un’analisi specializzata: per giornalisti, attivisti e difensori dei diritti umani c’è la Digital Security Helpline di Access Now; in Serbia la SHARE Foundation. Le aziende dovrebbero avere un fornitore di analisi forense mobile individuato in anticipo.
- Attiva la Modalità di isolamento (Lockdown Mode) sugli iPhone delle persone più esposte e tieni iOS sempre aggiornato, con scadenze brevi imposte dalla console MDM.
- Allarga il controllo: Security Affairs consiglia di far verificare anche i dispositivi dei contatti stretti e dei colleghi della persona colpita.
- Includi gli smartphone nel piano di risposta: elenco delle persone a rischio, contatti per l’analisi, comunicazione interna.
Come aiuta ARXDOME
ARXDOME non analizza gli smartphone: per iPhone e iPad il punto di controllo resta la console MDM. Sui computer e sui server, le pagine identità di ARX Sentry mostrano accessi falliti, accessi privilegiati e notturni e modifiche agli account, utili per notare l’uso di credenziali sottratte da un telefono compromesso. ARX Horizon riunisce le fonti di threat intelligence e arricchisce ogni evento con le liste di minacce.
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