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Notizie29 ottobre 20265 min di lettura

PHP2Shell su PAN-OS: correzioni per cinque rami e Panorama

Palo Alto corregge PHP2Shell in cinque rami di PAN-OS e in Panorama: attacchi sulle interfacce di gestione esposte. Nessun WordPress violato noto.

Cane da pastore belga seduto sull’erba di un parco in autunno, in posizione di guardia

Palo Alto Networks ha pubblicato le correzioni per le vulnerabilità PHP2Shell (CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619) nei firewall e in Panorama, e ha precisato che lo sfruttamento osservato riguarda le interfacce di gestione esposte su Internet. Lo riporta SecurityWeek, che fa anche il punto sull’ondata di attacchi contro PHP: moltissimi tentativi, pochissimi successi confermati. Il CERT-IS islandese ha invitato ad aggiornare al più presto e a limitare l’accesso all’interfaccia di gestione.

La catena con Fragnesia che ha portato a root su firewall PAN-OS 12.1 e 12.2 è nel nostro articolo del 28 ottobre; CVE, versioni corrette di PHP e inserimento nel catalogo KEV sono negli articoli precedenti. Di seguito le novità.

L’avviso di Palo Alto Networks

Secondo SecurityWeek, le correzioni coprono:

  • PAN-OS 12.2, 12.1, 11.2, 11.1 e 10.2 per i firewall PA-Series e VM-Series;
  • Panorama, sia virtuale sia M-Series.

Le fonti non riportano i numeri delle singole versioni corrette: vanno letti nell’avviso del produttore, pubblicato con l’identificativo CVE-2026-109618 (è tra i riferimenti del CERT-IS).

Nell’avviso, citato da SecurityWeek, Palo Alto Networks scrive che non serve una configurazione particolare per essere colpiti e che lo sfruttamento attivo è stato osservato contro l’interfaccia di gestione esposta su Internet. Di default l’interfaccia non lo è. Il produttore stima che solo una piccolissima parte della base installata, circa lo 0,02%, abbia l’interfaccia di gestione raggiungibile da Internet e sia stata colpita, e dice di aver contattato uno per uno questi clienti.

Il CERT-IS aggiunge che la falla può essere sfruttata solo da chi raggiunge l’interfaccia di gestione del dispositivo. Chiede di limitarne il più possibile l’accesso e di aggiornare appena possibile; chi non può farlo deve seguire le indicazioni del produttore riportate nell’avviso.

In pratica il rischio cambia molto da un firewall all’altro: un’interfaccia di gestione raggiungibile solo da una rete dedicata è alla portata di chi è già dentro la rete, mentre una esposta su Internet è il bersaglio delle compromissioni documentate finora.

Lo sfruttamento di massa: molti tentativi, pochi successi

Sempre secondo SecurityWeek, al 29 ottobre la telemetria di Palo Alto Networks contava oltre 22,6 milioni di istanze PHP esposte e potenzialmente vulnerabili. Per gli altri bersagli, i dati raccolti dalla testata indicano che lo sfruttamento riuscito resta raro:

  • WordPress: Defiant, società di sicurezza web, al 28 ottobre non conosceva siti compromessi tramite PHP2Shell, a fronte di oltre 77.000 richieste da più di 2.000 indirizzi IP. Nelle sue prove gli exploit vanno adattati al singolo server: contano ASLR, build di PHP, estensioni caricate, limiti di memoria e gestione delle richieste. Defiant avverte che gli attaccanti stanno ancora affinando gli strumenti.
  • Cato Networks: circa il 96% degli attacchi bloccati puntava a CVE-2026-109618 e il 41% tentava l’esecuzione di codice; il resto erano scansioni o PoC non validi. Le richieste venivano da pochi indirizzi IP negli Stati Uniti, nei Paesi Bassi e in Germania: soprattutto tentativi di esecuzione di comandi e, in seconda battuta, di deserializzazione. Il settore più colpito è la sanità, seguita da tecnologia e servizi di sicurezza, servizi professionali, automotive, istruzione e non profit, manifattura, edilizia e commercio. Secondo Cato gli attacchi erano opportunistici: la stessa sorgente colpiva settori diversi nello stesso giorno.
  • watchTowr: ha osservato sfruttamenti riusciti da un solo indirizzo IP in Germania, che ogni volta esegue un semplice comando curl per dimostrare l’esecuzione e si ferma lì, senza altre attività. Jake Knott, responsabile della threat intelligence, prevede exploit più affidabili e specifici per i singoli apparati, e quindi più casi di sfruttamento mirato contro i dispositivi di perimetro.

Le fonti non pubblicano gli indirizzi IP: non ci sono indicatori di compromissione utilizzabili.

Tecniche MITRE ATT&CK: T1190 (Exploit Public-Facing Application) e, per la parte di ricognizione, T1595 (Active Scanning).

Impatto per le aziende europee e italiane

Due elementi riguardano da vicino l’Europa. Parte del traffico d’attacco visto da Cato e l’unico sfruttatore riuscito osservato da watchTowr usano indirizzi in Germania e nei Paesi Bassi, che però non dicono nulla sull’identità degli attaccanti. E la sanità è il settore più bersagliato.

Per ospedali e strutture sanitarie, e per tutti i soggetti NIS2, un’interfaccia di gestione del firewall raggiungibile da Internet è un’esposizione da chiudere e da documentare; se un dispositivo risulta compromesso, l’incidente va valutato ai fini della notifica al CSIRT Italia. Il contatto diretto di Palo Alto Networks con i clienti colpiti non sostituisce una verifica propria. Vale anche per gli apparati di terzi basati su PAN-OS, come il Siemens RUGGEDCOM APE1808 citato il 21 ottobre.

Cosa fare subito

  1. Interfaccia di gestione: verifica dall’esterno che quella dei firewall e di Panorama non sia raggiungibile da Internet; consentila solo da una rete di gestione o da indirizzi interni fidati, controllando anche i profili di gestione assegnati alle interfacce dati.
  2. Aggiorna PAN-OS e Panorama alla versione corretta del tuo ramo indicata nell’avviso di Palo Alto Networks; se non puoi farlo subito, applica le misure alternative dell’avviso, come chiede il CERT-IS.
  3. Se l’interfaccia era esposta, tratta il dispositivo come da verificare: acquisisci la memoria prima di riavviare, cerca file PHP nuovi nelle cartelle web, tunnel SSH in uscita e accessi anomali al server di gestione, come descritto nel nostro articolo del 28 ottobre.
  4. Server PHP: aggiorna anche dove non risultano attacchi riusciti, come raccomanda Defiant per WordPress: gli exploit vengono adattati di continuo.
  5. Rilevamento: cerca processi PHP o del server web che lanciano curl verso indirizzi esterni (lo schema visto da watchTowr), raffiche di POST multipart e crash dei worker PHP.
  6. Sanità: dai priorità ai sistemi esposti di ospedali, laboratori e fornitori di servizi sanitari, il settore più bersagliato secondo Cato.

Come aiuta ARXDOME

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