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Notizie7 ottobre 20265 min di lettura

Pwn2Own Ireland 2026: 98 zero-day, Galaxy S26 e Pixel 10 violati

A Cork 98 zero-day e 1,26 milioni di dollari di premi su smartphone, stampanti, dispositivi smart home e strumenti di IA. Cosa fare in attesa delle patch.

Cartello triangolare di pericolo con il bordo rosso, il disegno di un insetto e la scritta EXPLOIT

Il Pwn2Own Ireland 2026, la gara di hacking organizzata dalla Zero Day Initiative (ZDI) di Trend Micro, si è chiusa a Cork l’8 ottobre dopo tre giorni. Il bilancio: 98 vulnerabilità zero-day dimostrate e 1.262.000 dollari di premi. Tra i bersagli violati ci sono gli smartphone Samsung Galaxy S26 e Google Pixel 10, stampanti, dispositivi per la casa intelligente, componenti di infrastrutture di IA e strumenti di programmazione assistita.

Non si tratta di attacchi in corso: le vulnerabilità vengono comunicate ai produttori e i dettagli tecnici non sono ancora pubblici. Per chi gestisce la sicurezza, però, la gara è un elenco anticipato degli aggiornamenti che arriveranno nei prossimi mesi.

Cosa è successo

Hanno partecipato 29 squadre di ricercatori, su sette categorie: smartphone (Galaxy S26 e Pixel 10), app di messaggistica, dispositivi smart home, stampanti, infrastrutture di IA, app di programmazione con IA e una nuova categoria dedicata ai dispositivi per il benessere e la salute.

Secondo BleepingComputer, la gara si è sviluppata così:

  • primo giorno: 32 zero-day e 388.500 dollari di premi (Infosecurity Magazine parla di oltre 368.000 dollari);
  • secondo giorno: 45 zero-day distinte e 232.500 dollari;
  • terzo giorno: 21 zero-day e 641.000 dollari, la cifra più alta grazie agli attacchi al Pixel 10.

Ha vinto Ikotas Labs, con 42,5 punti “Master of Pwn” e 361.000 dollari, dopo aver violato Galaxy S26, OpenAI Codex, Oracle Autonomous AI Database e Pixel 10. Seguono Xint (240.000 dollari, 27,5 punti) e Team ZyGoat (125.000 dollari, 27,5 punti). Nell’edizione 2025 le zero-day dimostrate erano state 73, per 1.024.750 dollari.

I bersagli e le tecniche dimostrate

Smartphone. Il Galaxy S26 è stato violato in tutti e tre i giorni: tre volte il primo, da Interrupt Labs, Ikotas Labs e Nguyen Thanh Dat di Viettel Cyber Security, anche se alcune delle falle usate erano già note a Samsung; altre tre il secondo, da PetoWorks, Kyeongmin Kim del KAIST Hacking Lab e dal gruppo di Dimitrios Valsamaras, Ken Gannon e Tenia Valsamara di CENSUS Labs; e di nuovo il terzo. Il Pixel 10 è caduto tre volte, per oltre 560.000 dollari complessivi, secondo SecurityWeek:

  • Ikotas Labs ha ottenuto il premio pieno di 300.000 dollari con una catena di più vulnerabilità che ha permesso di violare il telefono da remoto;
  • Tim Becker e Yves Bieri hanno ricevuto 150.000 dollari: il loro exploit sfruttava anche una falla già nota;
  • Dimitrios Valsamaras e Ken Gannon hanno ricevuto 112.500 dollari per una catena che univa una zero-day a una vulnerabilità già nota.

Nessuno si è iscritto per iPhone 17 e WhatsApp, entrambi con un premio massimo di 300.000 dollari.

IA e dati. Secondo Infosecurity Magazine, OpenAI Codex è stato violato con un’unica vulnerabilità di argument injection, mentre su LiteLLM un ricercatore di Xint ha unito una validazione insufficiente dell’input e una code injection per ottenere una reverse shell. Oracle Autonomous AI Database è stato violato con una catena di cinque zero-day (VinSOC) il primo giorno e con una di sette (Ikotas Labs) il secondo. Sono stati premiati anche attacchi al framework di inferenza Nvidia Dynamo e al database vettoriale Chroma.

Casa intelligente e ufficio. Lo smart speaker Sonos Era 300 è stato violato combinando una scrittura fuori dai limiti (out-of-bounds write) e un bug di format string; il Philips Hue Bridge Pro con una catena di sette zero-day; l’hub Home Assistant Green da più squadre. Tra le stampanti, la Lexmark CX532adwe è caduta con un solo use-after-free; risultano premiati anche attacchi a stampanti Brother e alla Canon imageFORCE 1643F.

Salute. Nella nuova categoria, il misuratore di pressione Garmin Index BPM è stato violato con una lettura e una scrittura fuori dai limiti.

Le regole: dispositivi aggiornati e 90 giorni

Le regole del Pwn2Own richiedono che i bersagli abbiano firmware e software all’ultima versione e che i concorrenti dimostrino l’esecuzione di codice arbitrario. In altre parole, al momento della gara essere aggiornati non bastava a proteggere questi prodotti.

Dopo la gara i produttori ricevono tutti i dettagli e hanno 90 giorni per correggere le falle; poi la ZDI pubblica le informazioni tecniche. Le fonti non riportano sfruttamenti in attacchi reali né indicatori di compromissione: non c’è una catena di attacco da mappare su MITRE ATT&CK.

Impatto per le aziende europee e italiane

Molti dei prodotti colpiti sono comuni negli uffici: multifunzione, telefoni aziendali, sistemi di illuminazione e altoparlanti nelle sale riunioni. Altri sono entrati da poco nei reparti di sviluppo, come i gateway per modelli di IA, i database vettoriali e gli assistenti di programmazione. Per la sanità e per chi offre programmi di benessere ai dipendenti, la nuova categoria dedicata ai dispositivi per la salute è un segnale da non trascurare.

Per i soggetti NIS2, la gestione delle vulnerabilità e la sicurezza della catena di fornitura fanno parte delle misure di gestione del rischio richieste dalla direttiva: sapere quali di questi prodotti sono in uso è il primo passo.

Cosa fare subito

  1. Fai l’inventario: verifica se in azienda ci sono Galaxy S26, Pixel 10, stampanti Lexmark, Brother o Canon dei modelli citati, Sonos Era 300, Philips Hue Bridge Pro, Home Assistant Green, Garmin Index BPM, oppure LiteLLM, Nvidia Dynamo, Chroma, OpenAI Codex e Oracle Autonomous AI Database.
  2. Segui i bollettini dei produttori nei prossimi tre mesi e prepara un percorso rapido per installare gli aggiornamenti, compresi quelli dei telefoni aziendali tramite la gestione centralizzata dei dispositivi mobili.
  3. Separa stampanti e dispositivi smart home dalla rete di server e postazioni e non esporre su internet le loro interfacce di gestione.
  4. Non esporre senza autenticazione gateway di IA, framework di inferenza e database vettoriali, e concedi agli assistenti di programmazione solo i permessi indispensabili.
  5. Quando usciranno CVE e avvisi, dai la precedenza ai sistemi esposti e a quelli critici.

Come aiuta ARXDOME

ARX Watch trova sulla rete i dispositivi senza sonda, come stampanti e altri apparati non dichiarati, e avvisa quando ne compare uno nuovo: è il punto di partenza per l’inventario. Quando le vulnerabilità avranno un CVE, ARX Shield mostrerà quelle aperte per macchina e per pacchetto, con quelle già sfruttate in evidenza, mentre ARX Expose indica i servizi esposti su internet con vulnerabilità note.

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