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Notizie28 ottobre 20265 min di lettura

So-net (Sony): violati 2,6 milioni di record dei clienti

Accesso abusivo al database dei clienti di So-net, il provider giapponese di Sony: 2,58 milioni di record e 54.401 password email rubati. Dettagli e cosa fare.

Una donna tiene una banconota agganciata alla lenza di una canna da pesca che passa tra due portatili, impugnata da un uomo dall’altro lato

Sony Network Communications, la società del gruppo Sony che gestisce in Giappone il provider internet So-net, ha comunicato il 27 ottobre 2026 che un terzo non autorizzato è entrato nel database dei clienti e ha sottratto 2.585.481 record di clienti attuali ed ex clienti, oltre a 54.401 indirizzi email con la relativa password. Help Net Security, BleepingComputer e SecurityWeek riportano la notizia in modo concorde, sulla base dell’avviso pubblicato dall’azienda.

Cosa è successo

La sequenza dei fatti, come la ricostruiscono le tre fonti:

  • 19 ottobre: avviene l’accesso abusivo al database dei clienti di So-net;
  • 23 ottobre: l’azienda se ne accorge, spegne il server colpito e blocca le comunicazioni con l’origine dell’accesso;
  • 24 ottobre: l’indagine conferma la fuga di dati personali e ne stabilisce categorie e numeri;
  • 27 ottobre: avviso pubblico, reset delle password email coinvolte e segnalazione alla Personal Information Protection Commission, l’autorità giapponese per la protezione dei dati.

Tra l’intrusione e la scoperta sono quindi passati quattro giorni. Come causa l’azienda indica soltanto un «accesso non autorizzato da parte di terzi»: il vettore d’ingresso non è stato reso noto e l’indagine è ancora in corso. Per questo non si possono associare tecniche MITRE ATT&CK specifiche all’intrusione, e nessuna fonte riporta rivendicazioni.

Quali dati sono esposti

Record dei clienti (2.585.481). Secondo Help Net Security sono 2.141.986 record di So-net (1.869.771 clienti attuali e 272.215 persone che hanno lasciato il servizio da marzo 2026 in poi) e 443.495 di plala (S Course), di cui 21.130 ex clienti. Contengono nome, numero di telefono, indirizzo email, ID utente, data di nascita, sesso e ID di connessione a internet. In questi record, precisa l’azienda, non ci sono password. SecurityWeek spiega che i dati degli ex clienti vengono conservati per un certo periodo per gestire le ultime fatture e le richieste di assistenza; chi ha disdetto entro fine febbraio 2026 non è coinvolto.

BleepingComputer aggiunge che i record plala riguardano NTT Docomo, che affida a Sony Network Communications la fornitura dei servizi Docomo Hikari. Secondo la stessa testata Docomo ha avvisato i propri clienti, indica come coinvolti tutti i clienti Hikari attuali e chi ha disdetto nei sei mesi precedenti, e segnala già email di phishing e siti falsi che imitano il programma d POINT Club e un concorso per biglietti di Universal Studios Japan.

Caselle email (54.401). Per quattro servizi di posta aggiuntivi gli attaccanti hanno ottenuto indirizzo e password: Mail Service (G), gratuito, con 24.655 indirizzi, e i servizi a pagamento A-Box, So-net VAIO Mail e PostPet Mail Account Service. Per la casella di base inclusa nell’abbonamento, riporta SecurityWeek, non risultano password sottratte. Nella FAQ citata da SecurityWeek l’azienda scrive che chi aveva i dati poteva leggere, inviare e ricevere email con un client di posta o con la webmail: per questo il 27 ottobre ha azzerato le password, e gli utenti devono sceglierne una nuova dal portale So-net My Page. Le fonti non dicono come fossero conservate le password.

Altri dati. Help Net Security e SecurityWeek riportano anche 16 record con coordinate bancarie (banca, filiale, tipo e numero di conto, intestatario, senza PIN, che l’azienda dice di non conservare), mentre BleepingComputer scrive che non sono stati esposti dati bancari: le fonti su questo punto divergono. Solo Help Net Security cita i dati di sette avvisi di reset della password inviati ai clienti, con le relative password già azzerate. Nessun dato di carte di credito, che So-net non conserva; il servizio in fibra NURO e gli altri servizi non risultano coinvolti.

Al 27 ottobre l’azienda non aveva riscontrato danni secondari, ma avverte che potrebbero arrivare comunicazioni sospette che sfruttano i dati rubati.

Il contesto

BleepingComputer inquadra l’incidente in una serie di attacchi contro aziende e provider giapponesi nel 2026, tra cui KDDI (12 milioni di clienti), GMO Internet Group e il ransomware contro IDC Frontier, e scrive che il governo giapponese ha tenuto riunioni urgenti per organizzare la risposta. SecurityWeek ricorda tra gli altri i casi di Nikkei e della Digital Agency giapponese. Help Net Security riferisce infine, in un episodio distinto e non confermato da Sony Interactive Entertainment, segnalazioni di account PlayStation Network dirottati: nessuna fonte lo collega alla violazione di So-net.

Perché interessa anche in Europa

I clienti colpiti sono quasi tutti in Giappone, ma il caso riguarda due temi comuni a tutti i provider e a chi gestisce grandi basi clienti:

  • dati degli ex clienti: oltre 290.000 record appartengono a persone che avevano già lasciato il servizio. Con GDPR e NIS2 la limitazione della conservazione riduce direttamente l’impatto di una violazione;
  • servizi di posta collegati all’abbonamento: con indirizzo e password validi un attaccante può leggere la corrispondenza, chiedere il reset delle password di altri servizi e inviare phishing da caselle legittime.

In Italia gli operatori di comunicazioni elettroniche rientrano nel perimetro della NIS2, con la notifica preliminare dell’incidente significativo entro 24 ore; per i dati personali vale la notifica al Garante entro 72 ore prevista dal GDPR.

Cosa fare subito

Se gestisci un database clienti esposto a servizi online:

  • separa i dati anagrafici dalle credenziali dei servizi, con utenze applicative distinte e privilegi minimi;
  • imposta allarmi su consultazioni ed esportazioni massive e su traffico in uscita anomalo dai server del database: qui sono serviti quattro giorni per accorgersene;
  • conserva le password solo con funzioni di hash lente e con sale, e cancella o anonimizza i dati degli ex clienti appena finiscono gli obblighi di fatturazione;
  • prepara una procedura di reset forzato delle credenziali, da usare entro poche ore.

Se dipendenti o filiali usano caselle o account di provider coinvolti in una violazione:

  • cambia la password della casella e di ogni servizio che usa la stessa password, e attiva l’autenticazione a più fattori dove disponibile;
  • controlla regole di inoltro e filtri aggiunti di recente nelle caselle: sono un modo comune per mantenere l’accesso dopo un reset;
  • avvisa gli utenti di non rispondere a email, SMS o telefonate che citano dati personali per chiedere pagamenti, codici o credenziali.

Come può aiutare ARXDOME

ARX Expose mostra cosa vede un attaccante della tua azienda da fuori, compresi gli account aziendali coinvolti in violazioni note e i domini simili al tuo registrati da altri, spesso usati nelle campagne di phishing che seguono una fuga di dati. ARX Sentry raccoglie log ed eventi di server e firewall e segnala le attività anomale, utili per accorgersi prima di accessi ed esportazioni fuori dal normale.

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