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Notizie13 ottobre 20264 min di lettura

Cisco NX-API (CVE-2026-76471): colpiti anche gli UCS 6300

Secondo INCIBE-CERT la falla critica di NX-API in Cisco NX-OS colpisce anche i Fabric Interconnect UCS 6300: versioni corrette, condizioni e cosa fare.

Piccolo operaio con il piccone su un cavo di rete rosso appoggiato sulla tastiera di un computer

L’8 ottobre 2026 ARX News ha descritto le falle critiche corrette da Cisco in NX-OS, tra cui la CVE-2026-76471 in NX-API, segnalata allora per gli switch Nexus 3000 e 9000. Il 13 ottobre 2026 INCIBE-CERT, il CSIRT nazionale spagnolo, ha pubblicato un avviso dedicato a questa sola vulnerabilità (identificativo INCIBE-2026-731, importanza «5 - Crítica») che aggiunge un dettaglio rilevante: tra i prodotti colpiti ci sono anche i Cisco UCS 6300 Series Fabric Interconnects, con le relative versioni corrette.

Questo articolo si basa su una sola fonte, l’avviso di INCIBE-CERT: di seguito ogni informazione è attribuita a lei. L’avviso non riporta il punteggio CVSS né indicatori di compromissione; nella tabella delle CVE la voce «Explotación» è «No», cioè non risultano sfruttamenti.

La vulnerabilità in breve

Secondo INCIBE-CERT, la CVE-2026-76471 è un heap buffer overflow dovuto a una validazione insufficiente dei dati inviati a NX-API, l’interfaccia di programmazione di NX-OS raggiungibile via HTTP. Con una richiesta HTTP costruita ad arte un attaccante può:

  • eseguire codice arbitrario con privilegi di root sul dispositivo;
  • in alternativa, far cadere dei processi e provocare il riavvio del dispositivo, con un denial of service.

L’avviso descrive l’attaccante come remoto e non autenticato, con un’eccezione importante per gli UCS 6300 (vedi di seguito).

Prodotti colpiti: anche gli UCS 6300

INCIBE-CERT elenca le versioni vulnerabili di Cisco NX-OS su tre famiglie di prodotti:

  • Nexus 3000 con la funzione NX-API attiva;
  • Nexus 9000 in modalità NX-OS standalone, con NX-API attiva;
  • UCS 6300 Series Fabric Interconnects.

Sui Nexus 3000 e 9000 NX-API è disattivata per impostazione predefinita: lo switch è esposto solo se qualcuno l’ha accesa, di solito per l’automazione o per strumenti di gestione. Sugli UCS 6300, invece, secondo INCIBE-CERT lo sfruttamento richiede credenziali valide, anche con privilegi bassi. L’avviso non dice se sugli UCS 6300 la funzione sia attiva di serie.

La differenza conta per le priorità: sui Nexus il rischio dipende dalla configurazione, sugli UCS 6300 dagli account che possono accedere al Fabric Interconnect. Nei sistemi UCS i Fabric Interconnect, di solito installati in coppia, sono il punto da cui passano la connettività e la gestione dei server del dominio: un riavvio forzato o una compromissione con privilegi di root hanno effetto su tutti i server collegati.

Versioni corrette e mitigazioni

Secondo INCIBE-CERT:

  • NX-OS (Nexus 3000 e 9000): aggiornare alla prima release corretta per ogni piattaforma, indicata da Cisco Software Checker. L’avviso non elenca i numeri di versione.
  • UCS 6300 Series Fabric Interconnects: con la release 4.2 o precedenti bisogna migrare a una release corretta; con la 4.3 bisogna aggiornare alla 4.3(6j) o successiva.
  • Nessun workaround. Per NX-OS Cisco ha pubblicato uno shield Live Protect come mitigazione temporanea, ma raccomanda di installare l’aggiornamento.

Disattivare NX-API dove non serve, come indicato nell’articolo dell’8 ottobre, toglie sui Nexus la condizione richiesta dall’avviso, ma non è un workaround ufficiale e non sostituisce l’aggiornamento.

In termini MITRE ATT&CK lo sfruttamento rientra in T1190 (Exploit Public-Facing Application); sugli UCS 6300, dove servono credenziali, si aggiunge T1078 (Valid Accounts); il riavvio forzato rientra in T1499.004 (Endpoint Denial of Service: Application or System Exploitation).

Impatto per le aziende europee e italiane

Gli UCS 6300 si trovano nei data center di aziende, fornitori di servizi gestiti e pubbliche amministrazioni, spesso sotto i cluster di virtualizzazione. Il requisito delle credenziali riduce l’esposizione, ma non la annulla: basta un account a bassi privilegi, magari usato da uno strumento di monitoraggio o da un fornitore esterno, per arrivare a codice come root sul Fabric Interconnect. Chi ha ancora UCS 6300 con release 4.2 o precedenti non ha un aggiornamento puntuale e deve pianificare una migrazione.

Per i soggetti NIS2 il caso rientra nella gestione delle vulnerabilità con priorità e tempi documentati; un’interruzione significativa dovuta a un attacco va valutata ai fini della notifica allo CSIRT Italia dell’ACN. Nella sanità, il blocco dei Fabric Interconnect fermerebbe i server delle applicazioni cliniche ospitate in quel dominio UCS.

Cosa fare subito

  1. Fai l’inventario dei Fabric Interconnect UCS 6300 e della loro release, oltre ai Nexus 3000 e 9000 già censiti dopo l’avviso dell’8 ottobre.
  2. Aggiorna gli UCS 6300 con release 4.3 alla 4.3(6j) o successiva; per la 4.2 e precedenti pianifica la migrazione a una release corretta.
  3. Verifica NX-API sui Nexus con show feature | include nxapi e disattivala dove non serve; poi aggiorna NX-OS alla release indicata da Cisco Software Checker.
  4. Rivedi gli account che accedono agli UCS 6300: togli quelli inutilizzati o condivisi, controlla quelli dei fornitori e degli strumenti di monitoraggio.
  5. Limita l’accesso alle interfacce di gestione con una rete dedicata e liste di accesso: buona pratica generale, non sostituisce l’aggiornamento.
  6. Usa Live Protect su NX-OS solo come ponte, se non puoi aggiornare subito.
  7. Sorveglia riavvii inattesi, crash di processi e richieste HTTP anomale verso NX-API, inviando i log dei dispositivi a un sistema esterno.

Come aiuta ARXDOME

ARX Sentry raccoglie i log di firewall e dispositivi di rete in un collettore centrale: riavvii inattesi, crash e accessi alla gestione restano registrati fuori dal dispositivo, anche se questo viene riavviato. ARX Expose mostra quali servizi la tua azienda espone su Internet e quali hanno vulnerabilità note, così puoi verificare che nessuna interfaccia di gestione sia raggiungibile da fuori.

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