DHS vieta DeepSeek nelle agenzie civili federali USA
Il DHS ordina alle agenzie civili federali di escludere e rimuovere i prodotti DeepSeek, anche di terzi: motivi, obblighi e cosa imparare per le aziende.

Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha reso pubblico un ordine che vieta alle agenzie federali civili di acquistare e usare i prodotti di DeepSeek, il laboratorio cinese di intelligenza artificiale (Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence Co., Ltd). L’ordine, riportato da CyberScoop, The Register, BleepingComputer, DataBreaches.net e heise, è comparso lunedì 19 ottobre 2026 nell’area di consultazione pubblica del Federal Register ed è stato pubblicato ufficialmente il giorno dopo.
Secondo CyberScoop, nel documento è allegata una lettera del Segretario per la Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, datata 26 giugno: l’esclusione sarebbe quindi decisa da mesi. Il provvedimento si basa sulla normativa federale per la sicurezza della catena di fornitura negli acquisti e su una valutazione del Federal Acquisition Security Council.
Cosa copre l’ordine
Il perimetro è ampio. Riguarda:
- tutti i prodotti e servizi di DeepSeek e delle società collegate;
- i prodotti e servizi di terzi «sviluppati usando implementazioni di DeepSeek», formula citata da The Register e BleepingComputer.
Gli obblighi per le agenzie, nella sintesi di BleepingComputer:
- escludere subito i prodotti coperti dagli acquisti, compresi gli elenchi di prodotti approvati e i portali di acquisto;
- rimuoverli subito dai sistemi IT, oppure chiedere un’eccezione;
- presentare le richieste di eccezione entro 60 giorni dall’ordine, con la giustificazione e le mitigazioni proposte; la CISA le esamina e risponde per iscritto. CyberScoop parla di una «giustificazione convincente», come l’impossibilità di svolgere una funzione critica per la missione.
Per le agenzie che non hanno le capacità tecniche per adeguarsi, la CISA fornirà assistenza. L’ordine non è un divieto generale: non riguarda l’uso privato o da parte dei consumatori.
I rischi indicati dal DHS
Secondo la lettera citata da CyberScoop, i modelli di DeepSeek presentano «molteplici vettori di minaccia» per i sistemi delle agenzie:
- dati conservati su server in Cina, dove le leggi sulla sicurezza nazionale permettono al governo di chiedere i dati alle aziende;
- raccolta di dati personali e tracciamento dell’«impronta digitale» degli utenti nei modelli ospitati direttamente da DeepSeek;
- il meccanismo domanda e risposta (prompt e response), che può trasferire informazioni sensibili; combinate con dati pubblici, potrebbero produrre intelligence su persone e programmi governativi;
- la possibilità di malware o vulnerabilità nei modelli. BleepingComputer riporta che l’ordine cita un’analisi di NowSecure del febbraio 2025 sull’app iOS di DeepSeek: trasmissioni non cifrate, algoritmi di cifratura deboli, archiviazione locale insicura, rischi di fingerprinting degli utenti e condivisione di dati con ByteDance.
Nel periodo fino alla rimozione completa, l’ordine invita le agenzie a monitorare il traffico in entrata e in uscita, aumentare i log e i controlli contro l’esfiltrazione dei dati sui sistemi interessati e segnalare le attività anomale.
Le critiche: un perimetro difficile da verificare
The Register giudica l’ordine troppo vago. Non è chiaro cosa significhi «sviluppato usando»: l’accesso continuo ai modelli via API, oppure qualsiasi software scritto con l’aiuto di DeepSeek. Katie Moussouris, fondatrice di Luta Security, osserva che vietare l’app e l’API di DeepSeek è fattibile, ma che una distinta base del software per l’IA non registra quali strumenti hanno usato gli sviluppatori: ogni fornitore dovrebbe attestare che niente di ciò su cui si basa abbia mai toccato DeepSeek, senza un modo pratico per verificarlo. Secondo Moussouris l’ordine va oltre il necessario anche includendo le versioni dei modelli ospitate negli Stati Uniti, dato che i rischi citati riguardano soprattutto i dati che arrivano ai server in Cina. Cita anche le valutazioni del NIST, secondo cui DeepSeek è più esposto alla prompt injection e più facile da aggirare (jailbreak) dei modelli statunitensi.
Il punto più concreto per chi gestisce infrastrutture riguarda i gateway di IA. Servizi come OpenRouter e Vercel AI Gateway offrono anche i modelli di DeepSeek via API e, per impostazione predefinita, scelgono loro il fornitore: un’organizzazione può quindi usare DeepSeek senza saperlo, se non ha limitato i modelli e i fornitori ammessi.
Il contesto
Secondo The Register, già da gennaio 2025 la DISA bloccava DeepSeek sulle reti del Pentagono, e misure simili erano state prese da US Navy, NASA, Camera dei Rappresentanti e diversi Stati. CyberScoop ricorda che DeepSeek è l’unico modello cinese nominato nell’ordine, ma non l’unico a preoccupare: cita anche Kimi di Moonshot AI e Qwen di Alibaba.
Cosa significa per le aziende europee e italiane
L’ordine vale solo per le agenzie federali civili statunitensi, ma il problema che descrive riguarda chiunque: sapere quali modelli di IA trattano i dati aziendali e dove. Per i soggetti NIS2 i servizi di IA rientrano nella sicurezza della catena di fornitura e nella gestione degli asset (articolo 21); per la sanità e per chi tratta dati personali conta anche il GDPR, perché ogni prompt può contenere dati che finiscono presso un fornitore extra UE. Dal punto di vista del rilevamento, i dati inviati a un servizio di IA non autorizzato seguono lo schema dell’esfiltrazione verso servizi web (MITRE ATT&CK T1567).
Cosa fare subito
- Censisci l’uso dell’IA: app, estensioni del browser, API chiamate dal codice, agenti di programmazione sulle postazioni degli sviluppatori.
- Controlla i gateway e le librerie che instradano verso più fornitori: fissa un elenco esplicito di modelli e fornitori ammessi e disattiva la scelta automatica.
- Chiedi ai fornitori quali modelli usano nei loro prodotti, dove sono ospitati e se i prompt vengono conservati o usati per l’addestramento.
- Osserva il traffico in uscita: DNS e proxy verso gli endpoint dei servizi di IA, con allarmi per destinazioni non autorizzate e volumi anomali.
- Scrivi una policy che indichi quali dati possono entrare nei prompt e quali servizi sono consentiti.
Come aiuta ARXDOME
L’agent di ARX Sentry, su Windows, Linux e macOS, raccoglie l’inventario di software, processi e porte delle macchine: aiuta a trovare app e strumenti di IA installati senza autorizzazione. La mappa del NOC mostra il traffico in uscita bloccato dal firewall e le connessioni verso sorgenti presenti nelle liste di minacce, e le pagine SOC riuniscono software, eventi e tattiche MITRE ATT&CK per macchina.
Ultimo aggiornamento:


