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Notizie11 settembre 20264 min di lettura

GitLab CE/EE: path traversal critica CVE-2026-85706 già sfruttata

CVE-2026-85706 (CVSS 10) permette di leggere file da GitLab senza autenticazione ed è già sfruttata. Versioni colpite, correzioni e cosa fare subito.

Mani su una tastiera di un portatile, con righe di codice sullo schermo

📌 Sviluppi successivi: GitLab CVE-2026-110264: anche LDAP injection e request smuggling (22 ottobre 2026) · GitLab 19.5.1: nuova RCE CVE-2026-110264 senza autenticazione (22 ottobre 2026) · GitLab CVE-2026-97229: Rapid7 riproduce la RCE, serve la 19.3.5 (12 ottobre 2026) · GitLab 19.4.2: RCE critica CVE-2026-97229 nelle regex CI/CD (12 ottobre 2026)

L’11 settembre 2026 la CISA ha inserito nel catalogo Known Exploited Vulnerabilities (KEV) la CVE-2026-85706, una vulnerabilità di path traversal di GitLab Community Edition (CE) ed Enterprise Edition (EE): è quindi già sfruttata in attacchi reali. GitLab ha pubblicato aggiornamenti di sicurezza che correggono questa e altre vulnerabilità. Secondo l’avviso del CERT-SE, due sono critiche: la CVE-2026-85706, con punteggio CVSS 10.0, e la CVE-2026-87719, con punteggio CVSS 9.9.

Il 6 ottobre il CERT-SE ha aggiornato il suo avviso con le indicazioni di rilevamento pubblicate da GitLab. L’8 ottobre il BSI/CERT-Bund tedesco ha aggiornato il suo avviso WID-SEC-2026-1010 sulle vulnerabilità di GitLab CE/EE, con gravità alta.

Cosa è successo

La CVE-2026-85706 è un difetto di path traversal. Secondo il CERT-SE, un attaccante non autenticato che la sfrutta può leggere file arbitrari dal server GitLab. Non servono credenziali: basta che l’istanza sia raggiungibile. Il catalogo KEV della CISA raccoglie le vulnerabilità di cui è dimostrato lo sfruttamento.

La CVE-2026-87719 riguarda solo l’edizione Enterprise e richiede un accesso. Secondo il CERT-SE, un utente autenticato con accesso a Duo Chat può arrivare a configurazioni e dati sensibili.

Dettagli tecnici

  • CVE-2026-85706: CVSS 10.0, path traversal in GitLab CE ed EE; lettura di file arbitrari dal server senza autenticazione.
  • Versioni colpite (CVE-2026-85706): tutte le versioni dalla 18.7 precedenti alla 19.1.8, la 19.2 precedente alla 19.2.6 e la 19.3 precedente alla 19.3.2.
  • CVE-2026-87719: CVSS 9.9, solo GitLab EE; serve un utente autenticato con accesso a Duo Chat, che può ottenere configurazioni e dati sensibili.
  • Versioni colpite (CVE-2026-87719): GitLab EE, tutte le versioni dalla 18.3 precedenti alla 19.1.8, la 19.2 precedente alla 19.2.6 e la 19.3 precedente alla 19.3.2.
  • Versioni corrette: 19.1.8, 19.2.6 e 19.3.2, pubblicate da GitLab con la patch release 19.3.2.
  • Sfruttamento: confermato dalla CISA per la CVE-2026-85706. Per la CISA l’uso in campagne ransomware, al momento, non è noto; la scadenza fissata per le agenzie federali statunitensi era il 14 settembre. Le fonti non segnalano sfruttamento della CVE-2026-87719.
  • MITRE ATT&CK: lo sfruttamento di un servizio esposto senza autenticazione corrisponde a T1190 (Exploit Public-Facing Application).

Indicatori e rilevamento

Nell’aggiornamento del 6 ottobre il CERT-SE segnala le informazioni aggiuntive pubblicate da GitLab:

  • regole di rilevamento per tentativi di inclusione di file locali: la lettura del file di configurazione gitlab.yml, l’accesso al percorso dei metadati e l’enumerazione dei percorsi;
  • un articolo di supporto che spiega come verificare se un file è stato davvero esfiltrato tramite la CVE-2026-85706, usando i byte scritti dal componente Workhorse di GitLab.

Per gli indicatori, il CERT-SE rimanda anche all’analisi tecnica pubblicata da watchTowr.

Un avviso distinto: GitLab AI Gateway

Il 5 ottobre il CERT-FR ha pubblicato l’avviso CERTFR-2026-AVI-1262 su una vulnerabilità diversa, la CVE-2026-90970, che riguarda GitLab AI Gateway. Il CERT-FR indica come rischio l’esecuzione di codice arbitrario a distanza e rimanda al bollettino di GitLab del 2 ottobre per le correzioni. Versioni colpite secondo il CERT-FR:

  • AI Gateway 19.3.x precedenti alla 19.3.2;
  • AI Gateway 19.4.x precedenti alla 19.4.1;
  • AI Gateway dalla 18.1.6 e precedenti alla 19.2.4.

L’avviso non descrive il vettore d’attacco né le condizioni di sfruttamento.

Impatto per le aziende europee e italiane

Un server GitLab custodisce di solito codice sorgente, configurazioni delle pipeline e credenziali per le integrazioni. Una vulnerabilità che permette di leggerne i file senza autenticazione, e che è già sfruttata, va trattata come urgente, soprattutto se l’istanza è esposta su Internet, come sottolinea il CERT-SE.

Per i soggetti che rientrano nella NIS2, la gestione delle vulnerabilità e la sicurezza della catena di fornitura del software fanno parte delle misure richieste. Una lettura non autorizzata di file con dati o credenziali è un incidente da valutare per la notifica al CSIRT nazionale, che in Italia è lo CSIRT Italia dell’ACN.

Cosa fare subito

  1. Inventario: individua tutte le istanze GitLab, con edizione (CE o EE) e versione, e verifica quali sono raggiungibili da Internet.
  2. Aggiorna: porta ogni istanza alla 19.1.8, alla 19.2.6 o alla 19.3.2, o a versioni successive, partendo da quelle esposte. La CISA chiede di applicare le mitigazioni indicate dal produttore o, se non sono disponibili, di smettere di usare il prodotto.
  3. Analizza i log: il CERT-SE raccomanda di esaminarli per individuare eventuali intrusioni. Usa le regole di rilevamento di GitLab e, per ogni tentativo trovato, verifica con l’articolo di supporto se il file è stato davvero esfiltrato.
  4. Se trovi un’esfiltrazione: considera esposti i dati e le credenziali contenuti nei file letti, sostituisci i segreti e valuta gli obblighi di notifica previsti per la tua organizzazione.
  5. AI Gateway: se lo usi, consulta il bollettino di GitLab del 2 ottobre e aggiornalo a una versione corretta.

Come aiuta ARXDOME

ARX Expose mostra quali servizi la tua azienda espone su Internet, quali prodotti vi sono riconosciuti e quali hanno vulnerabilità note: aiuta a scoprire se un’istanza GitLab è raggiungibile da fuori. ARX Shield elenca le vulnerabilità aperte sulle macchine monitorate e mette in evidenza quelle già sfruttate dagli attaccanti. ARX Sentry raccoglie log ed eventi dei server su cui è installato l’agent e controlla l’integrità dei file nelle cartelle stabilite. Con ARX Horizon puoi consultare dal portale i dettagli delle vulnerabilità e cercare gli indicatori di compromissione.

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