Let’s Encrypt: certificati a 64 giorni dal 10 febbraio 2027
Da febbraio 2027 Let’s Encrypt emette certificati da 64 giorni, poi 45 nel 2028. Cosa cambia per i rinnovi automatici, ARI e cosa controllare subito.

Let’s Encrypt, l’autorità di certificazione (CA) gratuita gestita dall’organizzazione no profit Internet Security Research Group (ISRG), ridurrà la durata predefinita dei suoi certificati TLS da 90 a 64 giorni a partire dal 10 febbraio 2027. È il primo passo verso i 45 giorni previsti per il 2028. Ne hanno dato notizia Ars Technica, SecurityWeek e Help Net Security, che riportano le indicazioni pubblicate dalla CA.
Non si tratta di una vulnerabilità e non ci sono CVE: è un cambiamento operativo che riguarda chiunque usi certificati Let’s Encrypt su siti web, reverse proxy, portali VPN, server di posta o apparati. Chi rinnova in modo davvero automatico non dovrà fare nulla; chi si affida a intervalli fissi o a procedure manuali rischia certificati scaduti e servizi irraggiungibili.
Cosa cambia e quando
Le date indicate dalle fonti:
- 14 ottobre 2026: l’ambiente di prova (staging) di Let’s Encrypt inizia a emettere certificati da 64 giorni, per verificare le proprie configurazioni prima del passaggio in produzione;
- 10 febbraio 2027: tutti i certificati nuovi o rinnovati hanno una validità di 64 giorni;
- 11 maggio 2027: secondo SecurityWeek e Help Net Security, è la data in cui scadrà l’ultimo certificato da 90 giorni;
- 2028: durata predefinita di 45 giorni.
Secondo Help Net Security, durante la transizione Let’s Encrypt non revocherà certificati validi, e chi usa già i certificati opzionali da 45 o da 6 giorni non è toccato dal cambiamento. SecurityWeek aggiunge che, secondo la CA, il cambiamento non riguarda gli endpoint ACME, le catene di emissione e i limiti di frequenza (rate limit).
Perché accorciare la durata
La motivazione è la stessa che nel 2016 aveva portato Let’s Encrypt a scegliere i 90 giorni, quando i certificati duravano spesso da uno a tre anni: un certificato di breve durata limita il danno se la chiave privata viene sottratta o se il certificato viene emesso per errore. Help Net Security riporta la dichiarazione di ISRG secondo cui la riduzione abbassa il rischio di compromissione delle chiavi e di emissioni errate; SecurityWeek ricorda che la scelta segue i Baseline Requirements del CA/Browser Forum e rende la revoca più efficace, e che secondo Let’s Encrypt tutte le CA pubblicamente riconosciute faranno cambiamenti simili.
Dettagli tecnici: ARI e rinnovi a intervallo fisso
Il punto centrale è ACME Renewal Information (ARI), l’estensione del protocollo ACME con cui è la CA a indicare al client quando rinnovare. Se i rinnovi sono automatici e il client supporta ARI, secondo Let’s Encrypt non serve cambiare nulla; per saperlo basta consultare la documentazione del proprio client ACME.
Il problema riguarda le configurazioni con valori scritti a mano: script in cron, wrapper e runbook che rinnovano a un numero fisso di giorni. Let’s Encrypt consiglia di cercare valori come 83, 80 o 60, tipici dei certificati da 90 giorni, e di rinnovare a circa due terzi della durata. Con 64 giorni, per nostro calcolo, significa rinnovare intorno al 42°–43° giorno, cioè circa tre settimane prima della scadenza. Un rinnovo impostato a 80 o 83 giorni dall’emissione, per esempio, arriverebbe dopo la scadenza del certificato.
Riutilizzo delle autorizzazioni: da 30 giorni a 7 ore
Let’s Encrypt accorcia anche il periodo per cui una verifica del controllo del dominio già superata può essere riutilizzata: da 30 a 10 giorni (SecurityWeek colloca il passaggio nel 2027) e poi a 7 ore nel 2028. Secondo la CA, il cambiamento serve ad adeguarsi alla riduzione dei periodi massimi di riutilizzo prevista per il 2029 e a eliminare il “CAA rechecking”, cioè la ripetizione di parte della validazione quando i dati hanno più di 7 ore. Solo i client ACME progettati per contare sul riutilizzo delle validazioni dovranno essere modificati.
Impatto per le aziende europee e italiane
Let’s Encrypt è molto diffuso anche in Italia, spesso in installazioni nate anni fa e mai riviste: un server web configurato a mano, un apparato con uno script di rinnovo personalizzato, un servizio interno esposto per i fornitori. Un certificato scaduto non è un attacco, ma produce lo stesso effetto per l’utente: servizio irraggiungibile, errori nei client e nelle integrazioni tra applicazioni.
Per i soggetti NIS2 la continuità dei servizi e la gestione degli asset sono parte degli obblighi di gestione del rischio: un inventario dei certificati, con chi li rinnova e come, rientra in questo lavoro. In sanità, dove portali per i pazienti e integrazioni tra sistemi dipendono da connessioni TLS, un rinnovo mancato può interrompere servizi essenziali. La tendenza, inoltre, non riguarda solo Let’s Encrypt: le durate si accorceranno per tutte le CA pubbliche, quindi conviene trattare l’automazione dei rinnovi come un requisito, non come un’opzione.
Cosa fare subito
- Fai l’inventario dei certificati Let’s Encrypt in uso e dei sistemi che li rinnovano, compresi apparati e server poco curati.
- Verifica se il client ACME supporta ARI; se non lo supporta, aggiornalo o rivedi gli script di rinnovo.
- Cerca i valori fissi (83, 80, 60) in cron, script e runbook e portali a circa due terzi della durata del certificato.
- Automatizza anche il ricaricamento del certificato nel servizio e la sua distribuzione dove serve, non solo l’emissione.
- Imposta avvisi per i rinnovi falliti e per i certificati in scadenza.
- Prova dal 14 ottobre le configurazioni sull’ambiente di staging, prima del 10 febbraio 2027.
- Controlla i client ACME personalizzati che contano sul riutilizzo delle autorizzazioni.
Come aiuta ARXDOME
ARX Expose mostra la superficie d’attacco della tua azienda a partire dai domini dichiarati, compresi i nomi e i certificati esposti su Internet, con una verifica quotidiana: un punto di partenza per l’inventario dei certificati pubblici. Nella rete interna, ARX Watch identifica anche i certificati dei dispositivi, con la scansione attiva sulle sedi approvate.
Ultimo aggiornamento:


