ARTEX: pentest agentico con IA usato contro banche sudcoreane
CrowdStrike descrive come un attaccante ha usato ARTEX, strumento di pentesting agentico, e più LLM per rubare dati a banche sudcoreane. Cosa fare subito.

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2026 un attaccante ha violato più organizzazioni finanziarie della Corea del Sud e ne ha sottratto dati, appoggiandosi quasi interamente a strumenti di intelligenza artificiale. Lo ha ricostruito CrowdStrike in un rapporto pubblicato il 7 ottobre, ripreso da Infosecurity Magazine, Security Affairs e The Hacker News. Lo strumento principale è ARTEX, un framework open source di penetration testing «agentico», sviluppato in Cina e rilasciato da poco, che lascia a un modello linguistico la conduzione del test.
Il caso è interessante soprattutto per come è venuto alla luce: l’attaccante ha lasciato directory aperte sui propri server, con cronologie delle sessioni, file di configurazione e file di memoria dell’assistente IA. I ricercatori hanno potuto leggere il suo metodo di lavoro, prompt dopo prompt.
Cosa è successo
- Bersagli: organizzazioni finanziarie sudcoreane. Secondo le fonti, in una banca l’attaccante è entrato in un servizio di consultazione dello stato delle pratiche di prestito usato dagli intermediari finanziari; in un’altra ha compromesso un sistema mobile di supporto al lavoro dei dipendenti. Il numero complessivo di organizzazioni colpite non è confermato.
- Esfiltrazione e vendita: i dati sono stati sottratti e, secondo CrowdStrike, l’attaccante ha chiesto a Claude, il modello di Anthropic, dove si vendono di solito i dati di violazioni coreane e come trovare i gruppi Telegram coreani che li commerciano.
- Attribuzione: CrowdStrike non collega l’attività a un gruppo noto. Ritiene, con fiducia moderata, che l’operatore parli cinese e abbia motivazioni economiche.
- Reazione delle autorità: il 6 ottobre la Financial Services Commission sudcoreana ha diffuso un avviso ai clienti delle società colpite, invitandoli a diffidare di tentativi di phishing e di truffe sui prestiti.
- Lo strumento: secondo quanto riferito da The Hacker News e ripreso da Security Affairs, lo sviluppatore di ARTEX ha poi chiuso il codice e fermato gli aggiornamenti, dichiarando che il progetto è nato per studio e ricerca e non ha legami con gli attacchi. Le copie già in circolazione restano disponibili.
Dettagli tecnici
Le fonti non citano CVE né le vulnerabilità sfruttate: indicano solo che ARTEX è servito a individuare vulnerabilità e a compromettere servizi specifici delle vittime.
Infrastruttura. Gli attacchi sono stati collegati tra loro da indirizzi IP in comune e dalla stringa «ARTEX» in file HTML su un server dell’attaccante. Le fonti descrivono due server:
- 38.244.50[.]120, che ospitava l’istanza di ARTEX probabilmente usata contro le banche e una directory aperta con un file
.claude/CLAUDE.mdraggiungibile sulla porta 18899. Il file conteneva un prompt in cinese che indicava al modello come condurre il penetration test; - un indirizzo di Hong Kong, citato in quel file, valutato come infrastruttura principale: altre directory aperte con cronologie delle sessioni di Claude Code, configurazioni di ARTEX e file di memoria.
Modelli usati. L’istanza di ARTEX usava DeepSeek v4.1-flash come modello principale, raggiunto probabilmente tramite il rivenditore xcai[.]pro; per altre sessioni di Claude Code l’operatore ha usato anche GLM-5.3 di Zhipu AI e Grok 4.6.
Proxy. Nelle sessioni compaiono nove indirizzi proxy usati durante l’attività legata ad ARTEX:
- 101.53.80[.]20
- 205.214.59[.]31
- 124.155.252[.]63
- 154.201.79[.]246
- 23.248.249[.]90
- 23.158.220[.]98
- 103.248.148[.]84
- 203.160.133[.]172
- 209.209.85[.]38
Le fonti non pubblicano una mappatura MITRE ATT&CK né hash di file.
Secondo CrowdStrike, il caso mostra come gli strumenti IA permettano a un attore con motivazioni economiche di condurre più intrusioni in poco tempo, e gli avversari continueranno probabilmente a sperimentarli per aumentare ritmo e capacità delle operazioni.
Impatto per le aziende europee e italiane
Le vittime note sono in Corea del Sud, ma il modello di attacco non ha confini. Uno strumento come ARTEX abbassa la soglia d’ingresso: un singolo operatore può sondare e attaccare più bersagli in parallelo, e il tempo tra la scoperta di una debolezza e il suo sfruttamento si accorcia.
I servizi colpiti sono indicativi: un portale per gli intermediari e un’applicazione mobile per i dipendenti, cioè applicazioni di contorno, spesso esposte su internet e meno presidiate dei sistemi centrali. Per banche, assicurazioni e società finanziarie italiane, soggette al regolamento DORA, e per i soggetti NIS2, una violazione di questo tipo comporta obblighi di notifica degli incidenti. Dopo la violazione, come mostra l’avviso della Financial Services Commission, il rischio si sposta sui clienti, esposti a phishing e truffe costruite con i dati sottratti.
Cosa fare subito
- Cerca gli indicatori pubblicati nei log di firewall, proxy e server web degli ultimi mesi: 38.244.50[.]120 (anche sulla porta 18899) e i nove indirizzi proxy. Gli indirizzi possono cambiare assegnatario: un riscontro va analizzato nel contesto, non trattato da solo come prova.
- Fai l’inventario delle applicazioni esposte, comprese quelle secondarie: portali per partner e intermediari, applicazioni mobili per i dipendenti, servizi di consultazione. Sono il tipo di bersaglio citato nel rapporto.
- Riduci la finestra di vulnerabilità: scansioni regolari dei servizi esposti e aggiornamenti in tempi brevi, perché un attaccante automatizzato prova in fretta.
- Rileva il traffico automatizzato: raffiche di richieste, enumerazione di percorsi e parametri, tentativi ripetuti sugli stessi endpoint. Applica limiti di frequenza e autenticazione forte sui servizi per terzi.
- Sorveglia l’esfiltrazione: interrogazioni insolitamente ampie su dati di clienti, esportazioni massive, traffico in uscita anomalo dai server applicativi.
- Prepara la comunicazione ai clienti: in caso di violazione, avvisa subito sui rischi di phishing e truffe, come ha fatto l’autorità sudcoreana.
Come aiuta ARXDOME
ARX Expose mostra cosa vede un attaccante da fuori, servizi vulnerabili compresi, così un portale secondario dimenticato emerge prima che qualcuno lo trovi. ARX Horizon arricchisce gli eventi con le liste di minacce, e ARX Sentry porta nelle pagine del SOC e del NOC i log di server e firewall, dove cercare connessioni verso indirizzi sospetti. ARX Shield tiene sotto controllo le vulnerabilità aperte delle macchine monitorate.
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